Se avete ricevuto email di minacce e richieste di pagamento negli ultimi giorni potete stare tranquilli, non c'è nulla di vero nel contenuto del messaggio.

Negli ultimi giorni vi è stata infatti una massiccia operazione di spamming che ha coinvolto migliaia di italiani e che ha obbligato la stessa polizia ha segnalare l'evento in un comunicato stampa.

Il maxi tentativo di estorsione è consistito nell'invio di un'email con richieste di pagamento di 300 dollari in bitcoin, una delle più diffuse criptovalute, e con la minaccia di divulgare presunti video intimi dei destinatari.

Coloro che hanno ricevuto tali messaggi, possono stare tranquilli l'account di casella di posta elettronica e il proprio sito non sono stato hackerati e nessuno è in possesso di password per accedere ai vostri profili social o di contenuti video intimi.

La truffa online è stata etichettata come allarme medio dalla polizia che si è trovata a gestire centinaia di telefonate e denunce su tutto il territorio nazionale e sembra aver fruttato al suo ideatore circa 10 mila dollari.

Se anche tu hai ricevuto ecco alcuni consigli della polizia:

  • Mantenere la calma: Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti
  • Non pagare assolutamente alcun riscatto: l’esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro
  • Proteggere adeguatamente la nostra email (ed in generale i nostri account virtuali):
    a) cambiare - se non si è già provveduto a farlo - la password, impostando password complesse;
    non utilizzare mai la stessa password per più profili;
    b) abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare.